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Recensione del romanzo “Madame Bovary” di Gustave Flaubert

Pubblicato il: 7 marzo 2011 | Commenti 0

Finora vi ho sempre proposto recensioni di libri di autori contemporanei, ma pensando a un libro da proporvi per questa settimana ho pensato a un classico: si tratta di Madame Bovary.

Madame Bovary è un romanzo di Gustave Flaubert che fu posto sotto inchiesta per oscenità dalla pubblica accusa quando venne pubblicato a puntate ne La Revue de Paris tra il 1° ottobre 1856 ma, come spesso accade in queste circostanze, si parlò così tanto di questo romanza che la sua fama aumentò notevolmente.

È imperniato sulla figura della moglie di un dottore, la signora Emma Bovary, che, annoiata dalla vuota e semplice vita di provincia, tradisce il marito e attua un tenore di vita superiore ai suoi mezzi.

Il romanzo è ambientato nella provincia settentrionale della Francia, presso la città di Rouen in Normandia.

Un medico, Charles Bovary, sposa una bella e affascinante ragazza di campagna, Emma Rouault. Lei adora il lusso e tutto ciò che tratta di amore e romanticismo.

Emma crede che il matrimonio con Charles, considerato un buon partito, possa far cambiare la sua vita ma così non accade e si accorge che il suo sogno è infranto. Si annoia ben presto di lui e della semplice vita che deve condurre con il marito ma quando i due coniugi partecipano ad una festa a cui sono invitati da un marchese paziente di Charles, Emma conosce e balla con alcuni membri dell’alta società e, da quel momento in poi, per lei esisterà solo quel mondo di nobili, di balli e di feste, da cui rimane esaltata.

Il marito si accorge che c’è qualcosa di strano nei comportamenti della moglie e decide che per Emma è necessario cambiare villagio e si trasferisce da Tostes ad un altro villaggio altrettanto deprimente, Yonville. Emma accetta il corteggiamento di una delle prime persone che incontra, un giovane studente di giurisprudenza, Léon Dupuis, che sembra condividere con lei il gusto per le “cose più belle della vita”. Quando egli se ne va per motivi di studio a Parigi, Emma intraprende una relazione con un ricco proprietario terriero. Inebriata dal romanticismo, escogita un piano per fuggire con lui. Egli però non la ama veramente e la lascia. Lo shock è così forte che lei si ammala gravemente e si rifugia nelle religione.

Emma e Charles, una sera, assistono e rincontra nuovamente Léon. Iniziano una relazione: Emma si reca in città ogni settimana per incontrarlo, mentre Charles crede che lei prenda lezioni di pianoforte. Emma continua e spendere somme di denaro sempre maggiori e quando i suoi debiti raggiungono valori esplosivi e la gente inizia a sospettare l’adulterio. Dopo che i suoi amanti le hanno rifiutato il denaro per pagare il debito Emma decide che non vale più la pena vivere. Il leale Charles è sconvolto e il dolore lo porta alla morte.

Madame Bovary rappresenta la crisi degli ideali romantici ed è considerato un esempio tipico di romanzo realista. Flaubert denuncia la mediocrità della vita  borghese e tutto ciò ci appare attraverso la vita di Emma che, ansiosa d’amore, sognatrice, perennemente scontenta, desiderosa di elevazione sociale e di una frizzante vita aristocratica, è uno dei personaggi femminili più conosciuti e riusciti della letteratura grazie all’abile mano di Flaubert che riesce ad esprimere i sentimenti e la psicologia di questa donna.

Io definisco questo libro “un romanzo di una donna per le donne”: la figura centrale di Emma con i suoi sogni e le debolezze, ci guida in un mondo lontano e diverso dal nostro ma ci permette di capire e scoprire come erano considerate le donne in un’epoca completamente diversa e lontana dalla nostra.

Una lettura piacevole e interessante per comprendere come, nel corso della storia, la figura della donna sia modificata ed evoluta.

Nel fondo della sua anima, Emma aspettava che qualche cosa accadesse. Come i marinai in pericolo, volgeva gli occhi disperata sulla solitudine della sua vita e cercava, lontano, una vela bianca tra le brume dell’orizzonte. Non sapeva che cosa l’aspettasse, quale vento avrebbe spinto quelle vele fino a lei, su quale riva l’avrebbe portata, né sapeva se sarebbe stata una scialuppa o un vascello a tre ponti, carico di angoscie o pieno di felicità fino ai bordi.

Gustave Flaubert

 

 

 

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